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sabato 19 gennaio 2013

Il tappeto di casa



Solo adesso sono soddisfatto.
Adesso che sudo, grugnisco, e fotto questa amara fregna proibita. Tra tutte le fregne del mondo l’unica che mi era preclusa per nascita.
La fregna di mia madre.

E’ ormai quasi un’ora che me la sto scopando e ancora non mi sembra vero. Guardo incredulo il mio ventre muoversi tra le cosce di mamma e il pene proteso spingere e affondare con metodica costanza dentro la sua fregna pelosa. Sento i suoi gemiti angosciosi nelle oecchie.
E’ incredibile ma sta succedendo per davvero. Sto fottendo mia madre.

Me la sto scopando qui, sul tappeto del salotto, davanti a quello stesso divano dove con papà guardano la tv ogni sera. Oltraggiarlo, scopandoci la mamma sopra mi dà un gusto tutto particolare.
Mamma sotto di me, in posizione fetale ha ormai rinunciato a divincolarsi. Ho le sue ginocchia poggiate sulle spalle, in questa posizione non ha difese. Lancia strilli acuti ogni volta che la penetro, come una cagna.

Mi piace che mamma si lamenti e strilli così tanto mentre me la faccio. Mi eccita tantissimo perché mi fa sentire forte. Sono il suo padrone.
Guardatela lì la donna che mi ha cresciuto, guardate che smorfie fa e come le sobbalzano le carni mentre la fotto. Un mucchietto lamentoso di carne tremolanti, alla mia completa mercè.

Le allargo le gambe a forza e mi scosto per poter guardare meglio il bastone che le sto ficcando a forza nella fregna. Entra ed esce bagnato dal profondo delle sue viscere, dritto e duro come pietra.
Anche mamma alza il capo e guarda terrorizzata il coso tra le sue gambe. Neanche lei può credere che lo sto facendo veramente.

Non so se ci ha ripensato, ma ormai è troppo tardi e in ogni caso non me ne frega niente. E’ una cosa troppo sconvolgente quella che sto facendo per fermarmi ora.
 “B…Basta, alex, ora b…asta” singhiozza.
Sì, col cazzo che mi fermo. Non mi capiterà mai più una occasione del genere. Ora geme e spergiura che me la darà di nuovo, che riprenderemo a farlo quando siamo sicuri che papà non possa sorprenderci.  Affondo dentro di lei più forte invece. Lancia un gemito acuto. Forse piange, non so.

Io e mamma siamo completamente nudi. Gli indumenti che le ho strappato di dosso, giacciono disordinatamente, mischiati ai miei, tutto intorno. Ci accoppiamo selvaggiamente sul tappeto, come due animali.
Scoparmi mia madre è la cosa più sensazionale che potesse mai accadermi. So perfettamente che sto vivendo un momento eccezionale, irripetibile.
Quell’incesto che fuori da questa casa sembra impossibile qui sta succedendo sul serio.
I collant di mamma sono sul divano. Quante volte mi ci sono masturbato respirandone la puzza cupa sul cavallo e sui piedi. Mamma lo sapeva, ma mi lasciava fare. Appena se li toglieva correvo in bagno a recuperarli nella cesta dei panni sporchi e li leccavo, li baciavo, li odoravo, stringevo la loro forte puzza umida di fregna sul pene e mi massacravo.
Accanto ci sono i suoi slip. Oggi aveva quelli neri, con il ricamo viola sul davanti. Mentre glieli abbassavo lungo le cosce, fino alle caviglie, mamma mi sorrideva ancora. E’ stata l’ultima volta che l’ha fatto.
Credo sia stata la vista di quel triangolo di peli scuri a farmi perdere ogni controllo.
“Ti piace così tanto amore?” mi aveva sussurato accarezzandomi. Io avevo già i pantaloni abbassati e il pene a quella vista si era imbizzarrito.
Non so fino a dove avesse intenzione di spingersi lei, probabilmente solo fin lì. Non c’è niente di male vedi a guardare la mamma nuda. Anche la mamma è femmina come tutte le altre, vedi come sono fatta? guardamela, guardamela finchè vuoi.

Odorava di sapone e altro. Le ho affondato le mani nelle natiche morbide e l’ho attirata contro di me, immergendo il viso in quel cespuglio umido. L’ho baciata.
Poi non ricordo più nulla.
Credo mi avesse respinto. Io volevo leccarle la fessura che intravedevo sotto la peluria, in basso. Forse si è opposta, o forse no. L’unica cosa che ricordo bene sono le grida che ha fatto quando me la sono messa davanti e mi sono infilato a forza tra le sue cosce.
Poi ha cominciato a gemere.

Tra poco papà sarà a casa. Mi piace l’idea che possa sorprendermi mentre mi scopo la mamma.
Adesso entra e ci trova qui, distesi sul tappeto che fottiamo come dannati.
Non lo guardiamo neanche e continuiamo ad ansimarci addosso. Il mio corpo dentro quello di mamma, le sue tette nelle mie mani. Poi sotto il suo sguardo sbalordito, mamma grida gemiti di piacere e ha finalmente un orgasmo. E ce lo grida anche: ”Sto venendo! Alex mi stai facendo venire! Sta facendo venire sua madre! Aaaaahh ”
E allora io mi fermo, la giro carponi e me la monto da dietro, come una cagna, e la faccio venire di nuovo.

Quando papà arriva veramente invece è già tutto finito da un pezzo.
I collant mamma se li è rimessi, e anche le mutande. Il soggiorno è riassettato e le finestre spalancate. Non si sente neanche più l’odore pesante dei nostri corpi sudati.
Il tappeto originale persiano invece non si è salvato. C’è una larga macchia scura al centro, proprio là dove ho scopato mamma.
E’ strano vederla adesso, con papà che gira per casa, questa chiazza di sperma colata dalla fregna aperta di mamma. Adesso mentre mamma non è più nuda e gemente ma vestita da capo a piedi è tornata ad essere mia madre.

Si era abbracciata le ginocchia, poggiandovi  il viso sopra. Piangeva.
“Che mi hai fatto! Che mi hai fatto” continuava a ripetere come un disco rotto.
Ero ancora sudato e ansante e il pene lordo degli umori vaginali di mamma non mi si era ancora ammosciato del tutto. Mi sono rilassato contro il divano, esausto ma soddisfatto.
“E’ così tanto tempo che ti volevo mamma” La scrutavo attraverso la coltre di capelli che le ricoprivano disordinatamente il viso “ma è stato ancora più sensazionale ti quanto osassi pensare. A te piaciuto?”
“Porco…sei un porco” ha biascicato asciugandosi le guance.
“Gemevi…non mi sembrava ti dispiacesse tanto”
E’ arrossita violentemente e ha affondato ancora di più il viso. Ho raccolto i collant, li ho baciati un’ultima volta e glieli ho porti “Eppure mi era sembrato che stessi godendo”
“Mi hai stuprata! Mi hai costretto a farlo con la violenza!”
“Non mi hai risposto: ti ho fatto venire si o no?”
L’ho vista avvampare ancora più violentemente. Più eloquente di qualque risposta. Mi ha tirato i vestiti contro “Rivestiti che tra poco arriva tuo padre”
“Non vuoi dirgli niente?”
Si china e mi prende il viso tra le mani. Io le guardo le tette rosa che mi oscillano davanti agli occhi.
“Non mi guardare le tette! Guarda me! Guardami! Giurami che non lo dirai mai a nessuno cosa è successo oggi!”
Tentenno. Ha delle gran belle tette: “ma tu sei venuta?”
“Giurameloooo ! Giura che nessuno saprà mai quello che mi hai fatto!”
Le guardo il pube. Dai riccioli scuri una poltiglia biancastra sta fuoriuscendo e le cola densa tra le gambe.
“Te lo giuro, mamma. Non lo dirò mai” Continua a guardarmi fisso, come se volesse imprimermi il giuramento dentro per sempre. Lo sguardo le si addolcisce. Sospira. Si avvicina e sfiora le mie labbra con le sue:
“Tre volte, amore.  Hai fatto venire la mamma tre volte”

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