LA FINE DEL MONDO
Alle 8.45 la rapirono.
Come la figlia di un ministro,
blindatissima e scortatissima potesse essere rapita da un mucchio di dilettanti
rimase un mistero.
Le teorie sul complotto si
sprecarono, ma la realtà molto più banale era che ebbero un colpo di fortuna
come ne capitano uno su un milione, e insomma il colpo ebbe un incredibile
successo.
Già alle 20.30 della sera stessa
iniziarono ad essere recapitati i primi video.
L’Elsa Fornacci era incatenata ad
un letto.
Nuda.
Ritira la stronza legge sui
licenziamenti facili era il succo delle richieste dei rapitori.
Nonostante i piagnistei reiterati
di mammà il primo ministro fu irremovibile: Lo stato non tratta con i rapitori.
Non in pubblico almeno.
Furono invece sguinzagliati
quelli dell’ex-sismi, fu ingaggiata la mafia siciliana, la ‘ndrangheta
calabrese, la camorra napoletana e perfino la triade cinese ma niente. Questi
non li conosceva nessuno.
E Intanto L’Elsa prese il suo
primo cazzo.
I carabinieri guardarono
imbarazzati il video con la figlia del ministro che succhiava un cazzo di
dimensioni equine. “Nella seconda puntata toccherà alla fregna” ricattava il
messaggio.
“Niet!” Non si tratta disse in tv
il professore. Poi tornò a casa e tolse metà dei fondi destinati alla sanità
dirottandoli alla cassa del mezzogiorno da dove furono prelevati per servire ai
terremotati ed infine da lì dirottati ad un fondo alle isole cayman da dove
furono offerti ai rapitori.
“Ma allora non avete capito un
cazzo” dissero quelli “Basta che ritiri la tua stronza legge, 10.000 cristi
ritrovano il lavoro e siamo tutti felici”.
Mammà e il professore allora
tentennarono ma Diego Delle Montagne si incazzò, Lupo Kann e Marpionne pure,
perfino il savoiardo coronato ebbe da ridire. La legge rimane. E i licenziati
pure, rimangono a casa loro.
Giornali e TV inneggiarono
all’eroica eroina nelle mani di un branco di selvaggi sanguinari. Nessuno parlò
delle richieste dei rapitori.
Il giorno dopo L’eroina si beccò
un palo di ventisette centimetri ventisette nella fica. “Tutte a loro ‘ste
fortune” commentò il maresciallo Sabrina Tagliaferri guardando il video appena
arrivato. Perfino mammà pensò che forse non tutti i mali venivano per
nuocere. E lo pensò pure per il terzo
messaggio in verità e qui i cazzi erano due e sua figlia se li ciucciava e li
accoglieva in fica che era una meraviglia.
Quello che la sodomizzò al terzo
video non si vedeva in faccia, ma aveva un gran bel culo pensò Sabrina. La
puttanella strillava ma secondo lei era tutta scena.
Arrivarono a localizzare la
prigione quasi nello stesso momento in cui arrivò il quarto video:
L’elsa aveva fatto cinquina: 2
nelle mani, 1 in bocca, 1 in culo, 1 per la fica. Tutti insieme.
All’irruzione non si fecero
prigionieri. Peccato pensò con rammarico Sabrina che si era sgolata per salvare
almeno mister ventisette.
“E’ stata liberata” intitolarono
con tripudio i giornali. I rapitori vistosi perduti l’avevanolasciata andare e
si erano suicidati tutti quanti.
Si fecero grandi feste ed inni
alla democrazia che aveva vinto quando iniziarono a circolare in rete alcuni
video. Venivano venduti a 50 euro l’uno su un sito del bangladesh. Andarono a
ruba cosicchè ogni famiglia in Europa aveva il video della figlia ciuccia cazzi
della ministra italiana. Cina e Giappone ne ordinarono una milionata sottobanco
e perfino in Etiopia fu varata una manovra per stanziare i soldi necessari
all’acquisto. Anche il gran maestro d’oriente volle avere il suo video della
consorella puttana e altrettanto fecero i confratelli d’occidente. Magari la
prossima volta ci togliamo stè ridicole tonache di dosso e ci spariamo una
bella ammucchiata come ai bei tempi.
Media e giornali si sgolarono per
smentire la falsa notizia secondo la quale i proventi erano andati alle
famiglie dei cassintegrati. Le ricevute pubblicate in rete erano platealmente
false, quelli erano terroristi sanguinari e basta e pure i video girati con il telefonino in
cui i cassintegrati ringraziavano erano fasulli. Montature.
Di montature era per certo fatto
pure il secondo video. Quello in cui si vedeva una fila di cassintegrati,
sporchi brutti e cattivi, avvinazzati con la barba lunga e la tuta sudicia fare
la fila davanti al casolare dove era reclusa la puttanona ciuccia cazzi. Non
più di dieci alla volta ammoniva il bigliettaio all’ingresso.
Pure di questo ne furono venduti
milioni di copie.
E poi successe un fenomeno
strano. La gente non protestava più. Non scendeva neanche più in piazza.
Incominciarono a fiorire invece gruppi delinquenziali con nomi come “Fica per
la libertà”
“Salvation Tromba” e “Inchiappa
la chiappa” tutti dediti a progettare piani per rapire questo o quello.
Particolare scalpore destò il
rapimento del figlio del presidente della banca centrale, e anche in questo
caso il video con i boscimani che se lo inchiappettavano ebbe un successo
planetario:Morire di lancia o bunga diceva il capo boscimano. “Lancia” decideva
singhiozzando il malcapitato figliolo plurilaureato, avendo arguito cos’era la
bunga, nelle cappelle gigantesche dei neri.
“Tu avere detto lancia e noi dare
te lancia, ma prima…” a questo punto il capo boscimano faceva una pausa ad
effetto, cercando l’approvazione delle centomila cappelle arrapate intorno
“Prima dare te un po’ di bunga-bunga”e a questo punto tra le sghignazzate
generali, nono solo dei neri arrapati ma di tutti i cassintegrati che si
gustavano il video, la giustizia terrena seguiva il suo corso.
Furono così sodomizzati più di
tremila banchieri e finanzieri. Alla
Bocconi ormai aspettavano i neolaureati direttamente all’uscita per
farseli freschi di titolo.
“Stronzo!” sibilò allora
esasperato il venerabile maestro al vecchio professore “Non potevi ammorbidirla
quella cazzo di legge, coglione!”
“Ma gran maestro me lo ha detto
lei di farla!”
“Questo prima che rapissero mia
figlia pezzo di stronzo!”
I cassintegrati non furono mai
riassunti,e d’altronde non ne avevano più alcun bisogno, con i proventi dei
video erano ormai più milionari dei loro ex-aguzzini.
I Boscimani ringraziavano per
tutto quel ben di Dio che gli arrivava a carrettate. E Sabrina Spittiferri
finalmente riuscì ad inchiodare uno dei rapitori, un mostro di trentasette
centimetri che aveva visto inculare la figlia del capo della polizia. In cambio
del pentimento se lo sposò.
Insomma tutti ma proprio tutti
vissero felici e contenti: Industriali e finanzieri poterono continuare a
sfruttare e licenziare a proprio piacimento. I licenziati, una volta a casa si
davano ai rapimenti e ingrassavano rapidamente.
L’economia decollò in modo
fenomenale. Dalle steppe della mongolia ai sobborghi di Buenos aires in tutta
la terra non si trovò più un solo povero che fosse uno. Chi non viveva di cibo
campava d’amore incollato alle chiappe profumate e morbide della biondona
moglie del capo ufficio.
Dopo il comunismo e il
capitalismo la nuova forma dell’amore libero aveva finalmente messo d’accordo
tutti. Come nelle favole tutta l’umanità intera visse felice e contenta.
Come nelle favole. Era la fine
del mondo.
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