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venerdì 22 marzo 2013

LA FINE DEL MONDO





LA FINE DEL MONDO



Alle 8.45 la rapirono.
Come la figlia di un ministro, blindatissima e scortatissima potesse essere rapita da un mucchio di dilettanti rimase un mistero.
Le teorie sul complotto si sprecarono, ma la realtà molto più banale era che ebbero un colpo di fortuna come ne capitano uno su un milione, e insomma il colpo ebbe un incredibile successo.
Già alle 20.30 della sera stessa iniziarono ad essere recapitati i primi video.
L’Elsa Fornacci era incatenata ad un letto.
Nuda.
Ritira la stronza legge sui licenziamenti facili era il succo delle richieste dei rapitori.
Nonostante i piagnistei reiterati di mammà il primo ministro fu irremovibile: Lo stato non tratta con i rapitori. Non in pubblico almeno.
Furono invece sguinzagliati quelli dell’ex-sismi, fu ingaggiata la mafia siciliana, la ‘ndrangheta calabrese, la camorra napoletana e perfino la triade cinese ma niente. Questi non li conosceva nessuno.
E Intanto L’Elsa prese il suo primo cazzo.
I carabinieri guardarono imbarazzati il video con la figlia del ministro che succhiava un cazzo di dimensioni equine. “Nella seconda puntata toccherà alla fregna” ricattava il messaggio.
“Niet!” Non si tratta disse in tv il professore. Poi tornò a casa e tolse metà dei fondi destinati alla sanità dirottandoli alla cassa del mezzogiorno da dove furono prelevati per servire ai terremotati ed infine da lì dirottati ad un fondo alle isole cayman da dove furono offerti ai rapitori.
“Ma allora non avete capito un cazzo” dissero quelli “Basta che ritiri la tua stronza legge, 10.000 cristi ritrovano il lavoro e siamo tutti felici”.
Mammà e il professore allora tentennarono ma Diego Delle Montagne si incazzò, Lupo Kann e Marpionne pure, perfino il savoiardo coronato ebbe da ridire. La legge rimane. E i licenziati pure, rimangono a casa loro.
Giornali e TV inneggiarono all’eroica eroina nelle mani di un branco di selvaggi sanguinari. Nessuno parlò delle richieste dei rapitori.
Il giorno dopo L’eroina si beccò un palo di ventisette centimetri ventisette nella fica. “Tutte a loro ‘ste fortune” commentò il maresciallo Sabrina Tagliaferri guardando il video appena arrivato. Perfino mammà pensò che forse non tutti i mali venivano per nuocere.  E lo pensò pure per il terzo messaggio in verità e qui i cazzi erano due e sua figlia se li ciucciava e li accoglieva in fica che era una meraviglia.
Quello che la sodomizzò al terzo video non si vedeva in faccia, ma aveva un gran bel culo pensò Sabrina. La puttanella strillava ma secondo lei era tutta scena.
Arrivarono a localizzare la prigione quasi nello stesso momento in cui arrivò il quarto video:
L’elsa aveva fatto cinquina: 2 nelle mani, 1 in bocca, 1 in culo, 1 per la fica. Tutti insieme.
All’irruzione non si fecero prigionieri. Peccato pensò con rammarico Sabrina che si era sgolata per salvare almeno mister ventisette.
“E’ stata liberata” intitolarono con tripudio i giornali. I rapitori vistosi perduti l’avevanolasciata andare e si erano suicidati tutti quanti.
Si fecero grandi feste ed inni alla democrazia che aveva vinto quando iniziarono a circolare in rete alcuni video. Venivano venduti a 50 euro l’uno su un sito del bangladesh. Andarono a ruba cosicchè ogni famiglia in Europa aveva il video della figlia ciuccia cazzi della ministra italiana. Cina e Giappone ne ordinarono una milionata sottobanco e perfino in Etiopia fu varata una manovra per stanziare i soldi necessari all’acquisto. Anche il gran maestro d’oriente volle avere il suo video della consorella puttana e altrettanto fecero i confratelli d’occidente. Magari la prossima volta ci togliamo stè ridicole tonache di dosso e ci spariamo una bella ammucchiata come ai bei tempi.
Media e giornali si sgolarono per smentire la falsa notizia secondo la quale i proventi erano andati alle famiglie dei cassintegrati. Le ricevute pubblicate in rete erano platealmente false, quelli erano terroristi sanguinari e basta  e pure i video girati con il telefonino in cui i cassintegrati ringraziavano erano fasulli. Montature.
Di montature era per certo fatto pure il secondo video. Quello in cui si vedeva una fila di cassintegrati, sporchi brutti e cattivi, avvinazzati con la barba lunga e la tuta sudicia fare la fila davanti al casolare dove era reclusa la puttanona ciuccia cazzi. Non più di dieci alla volta ammoniva il bigliettaio all’ingresso.
Pure di questo ne furono venduti milioni di copie.
E poi successe un fenomeno strano. La gente non protestava più. Non scendeva neanche più in piazza. Incominciarono a fiorire invece gruppi delinquenziali con nomi come “Fica per la libertà”
“Salvation Tromba” e “Inchiappa la chiappa” tutti dediti a progettare piani per rapire questo o quello.
Particolare scalpore destò il rapimento del figlio del presidente della banca centrale, e anche in questo caso il video con i boscimani che se lo inchiappettavano ebbe un successo planetario:Morire di lancia o bunga diceva il capo boscimano. “Lancia” decideva singhiozzando il malcapitato figliolo plurilaureato, avendo arguito cos’era la bunga, nelle cappelle gigantesche dei neri.
“Tu avere detto lancia e noi dare te lancia, ma prima…” a questo punto il capo boscimano faceva una pausa ad effetto, cercando l’approvazione delle centomila cappelle arrapate intorno “Prima dare te un po’ di bunga-bunga”e a questo punto tra le sghignazzate generali, nono solo dei neri arrapati ma di tutti i cassintegrati che si gustavano il video, la giustizia terrena seguiva il suo corso.
Furono così sodomizzati più di tremila banchieri e finanzieri. Alla  Bocconi ormai aspettavano i neolaureati direttamente all’uscita per farseli freschi di titolo.
“Stronzo!” sibilò allora esasperato il venerabile maestro al vecchio professore “Non potevi ammorbidirla quella cazzo di legge, coglione!”
“Ma gran maestro me lo ha detto lei di farla!”
“Questo prima che rapissero mia figlia pezzo di stronzo!”

I cassintegrati non furono mai riassunti,e d’altronde non ne avevano più alcun bisogno, con i proventi dei video erano ormai più milionari dei loro ex-aguzzini.
I Boscimani ringraziavano per tutto quel ben di Dio che gli arrivava a carrettate. E Sabrina Spittiferri finalmente riuscì ad inchiodare uno dei rapitori, un mostro di trentasette centimetri che aveva visto inculare la figlia del capo della polizia. In cambio del pentimento se lo sposò.

Insomma tutti ma proprio tutti vissero felici e contenti: Industriali e finanzieri poterono continuare a sfruttare e licenziare a proprio piacimento. I licenziati, una volta a casa si davano ai rapimenti e ingrassavano rapidamente.
L’economia decollò in modo fenomenale. Dalle steppe della mongolia ai sobborghi di Buenos aires in tutta la terra non si trovò più un solo povero che fosse uno. Chi non viveva di cibo campava d’amore incollato alle chiappe profumate e morbide della biondona moglie del capo ufficio.
Dopo il comunismo e il capitalismo la nuova forma dell’amore libero aveva finalmente messo d’accordo tutti. Come nelle favole tutta l’umanità intera visse felice e contenta.
Come nelle favole. Era la fine del mondo.

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