Intro
Questo segnò il mio esordio. Non era il primo che scrivevo ma era il primo che pubblicavo in rete.
Fino ad allora tutti i miei pezzi avevano il disdicevole difetto di essere pressoché infiniti. Li iniziavo poi partivo per la tangente e non mi fermavo più. Risultato: 10 pagine di chiacchiere inconcludenti.
Questo lo volevo corto. Secco e coinciso, senza tanti fronzoli.
Almeno in questo credo di essere riuscito.
Il branco
La macchina si fermò sul limitare della pineta, giusto nel punto dove l’ombra proiettata dai grandi rami rendeva il luogo più scuro della notte.
Ne scesero tre occupanti, tutti giovani tra i diciotto e i venti anni. Dopo un breve parlottare anche gli ultimi due li raggiunsero. Di questi una era una donna di età considerevolmente superiore ai quattro ragazzi. Si guardò intorno con aria spaesata
< dove mi avete portato? Avevate detto che mi avreste accompagnato a casa >
< abbiamo pensato di fare un divertente extra programma>
Chi aveva parlato era il più robusto dei quattro. Dalle arie che si dava sembrava essere il leader di quella banda
< un extra…> la donna si interruppe vedendo che il ragazzo si stava sbottonando i pantaloni
< andiamo signora non mi dica che non l’ha già fatto> proruppe il ragazzo in una gran risata subito imitato dai discepoli.
< una tardona che si fa rimorchiare in discoteca e si allontana in macchina con quattro uomini. Non mi dica che non se lo immaginava. Avanti si spogli e rimonti in macchina senza storie >
< ragazzi state calmi. Ho quasi cinquant’anni, potrei essere vostra madre. Non fate sciocchezze, siete solo dei ragazzini >
Lo guardo del ragazzo si incattivì < non ci pensi. Pensi ad allargare le gambe piuttosto >
La donna sospirò. Fece scorrere la lampo della gonna e se la calò alle ginocchia insieme alle mutande. Risalì in macchina e si distese sul sedile del passeggero, opportunamente reclinato. Un attimo dopo il ragazzo la seguì e si distese sopra di lei.
Vide che gli altri ragazzi si erano radunati intorno e osservano la scena con con il viso schiacciato sui finestrini. Il ragazzo le afferrò le mani tenendole ferme ai lati della testa, poi con un colpo secco la penetrò in profondità.
< Ahi! > protesto debolmente la donna < mi fai male così. Fai piano almeno >
Si muoveva velocemente ma passato il primo momento non le dava più dolore. Cercò di assecondarne i movimenti per farlo finire subito. Con la coda dell’occhio vide che alcuni dei ragazzi intorno si stavano masturbando.
< Non lo fai male, ma sei troppo precipitoso> disse infine quando fu libera di muoversi.
Si stava sistemando le mutandine quando il secondo ragazzo la fermò.
< dove sta andando? Non abbiamo mica finito con lei, nossignora. Ora tocca a me >
La donna guardò sgomenta il ragazzo e poi gli altri tre. Sospirò nuovamente e tornò a stendersi sul sedile dell’auto.
Erano quasi le cinque ed iniziava ad albeggiare quando la riaccompagnarono finalmente a casa. L’aveva posseduta ripetutamente tutti e quattro, a turno. Quando il quarto aveva finito, il primo aveva voluto farsi un altro giro, e così via fino all’alba.
Si passò un fazzoletto tra le gambe fradicie. Due avevano avuto la decenza di mettersi il preservativo ma gli altri le avevano scaricato il loro sperma nel ventre senza troppi riguardi. Sorrise pensando alla faccia che avevano fatto gli altri due quando aveva detto che li avrebbe fatti venire con la bocca, purchè si fossero tolti il preservativo.
Si sedette con le gambe malferme e spiego davanti a sè ancora una volta il foglio formato A4 della ASL. L’aveva letto mille volte, ma stavolta le dava un gusto particolare: Positiva all’HIV lesse a voce alta. Scoppiò in una risata < beh,ragazzi io ve l’avevo detto di non fare sciocchezze!>
Postfazione
Quando lo pubblicai ricevetti molto critiche in merito all’utilizzo dell’hiv. Ciò che disturbava i miei lettori non era affatto la violenza carnale di gruppo ai danni di una sventurata. No, ciò che li offendeva era che la poveraccia avesse trasmesso il morbo, più o meno scientemente ai suoi aguzzini.
Cioè, codice alla mano i ragazzotti hanno commesso, in ordine sparso: sequestro di persona, stupro aggravato, sevizie e atti di libine in luogo pubblico. Risparmio le percosse solo perché non le ho descritte.
Valla a capire la psiche umana.
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