Solo adesso sono soddisfatto.
Adesso che sudo, grugnisco, e
fotto questa amara fregna proibita. Tra tutte le fregne del mondo l’unica che
mi era preclusa per nascita.
La fregna di mia madre.
E’ ormai quasi un’ora che me la sto
scopando e ancora non mi sembra vero. Guardo incredulo il mio ventre muoversi
tra le cosce di mamma e il pene proteso spingere e affondare con metodica
costanza dentro la sua fregna pelosa. Sento i suoi gemiti angosciosi nelle
oecchie.
E’ incredibile ma sta succedendo
per davvero. Sto fottendo mia madre.
Me la sto scopando qui, sul
tappeto del salotto, davanti a quello stesso divano dove con papà guardano la
tv ogni sera. Oltraggiarlo, scopandoci la mamma sopra mi dà un gusto tutto
particolare.
Mamma sotto di me, in posizione
fetale ha ormai rinunciato a divincolarsi. Ho le sue ginocchia poggiate sulle
spalle, in questa posizione non ha difese. Lancia strilli acuti ogni volta che
la penetro, come una cagna.
Mi piace che mamma si lamenti e
strilli così tanto mentre me la faccio. Mi eccita tantissimo perché mi fa
sentire forte. Sono il suo padrone.
Guardatela lì la donna che mi ha
cresciuto, guardate che smorfie fa e come le sobbalzano le carni mentre la
fotto. Un mucchietto lamentoso di carne tremolanti, alla mia completa mercè.
Le allargo le gambe a forza e mi
scosto per poter guardare meglio il bastone che le sto ficcando a forza nella
fregna. Entra ed esce bagnato dal profondo delle sue viscere, dritto e duro
come pietra.
Anche mamma alza il capo e guarda
terrorizzata il coso tra le sue gambe. Neanche lei può credere che lo sto
facendo veramente.
Non so se ci ha ripensato, ma
ormai è troppo tardi e in ogni caso non me ne frega niente. E’ una cosa troppo
sconvolgente quella che sto facendo per fermarmi ora.
“B…Basta, alex, ora b…asta” singhiozza.
Sì, col cazzo che mi fermo. Non
mi capiterà mai più una occasione del genere. Ora geme e spergiura che me la
darà di nuovo, che riprenderemo a farlo quando siamo sicuri che papà non possa
sorprenderci. Affondo dentro di lei più
forte invece. Lancia un gemito acuto. Forse piange, non so.
Io e mamma siamo completamente
nudi. Gli indumenti che le ho strappato di dosso, giacciono disordinatamente,
mischiati ai miei, tutto intorno. Ci accoppiamo selvaggiamente sul tappeto,
come due animali.
Scoparmi mia madre è la cosa più
sensazionale che potesse mai accadermi. So perfettamente che sto vivendo un
momento eccezionale, irripetibile.
Quell’incesto che fuori da questa
casa sembra impossibile qui sta succedendo sul serio.
I collant di mamma sono sul
divano. Quante volte mi ci sono masturbato respirandone la puzza cupa sul
cavallo e sui piedi. Mamma lo sapeva, ma mi lasciava fare. Appena se li
toglieva correvo in bagno a recuperarli nella cesta dei panni sporchi e li
leccavo, li baciavo, li odoravo, stringevo la loro forte puzza umida di fregna
sul pene e mi massacravo.
Accanto ci sono i suoi slip. Oggi
aveva quelli neri, con il ricamo viola sul davanti. Mentre glieli abbassavo
lungo le cosce, fino alle caviglie, mamma mi sorrideva ancora. E’ stata
l’ultima volta che l’ha fatto.
Credo sia stata la vista di quel
triangolo di peli scuri a farmi perdere ogni controllo.
“Ti piace così tanto amore?” mi
aveva sussurato accarezzandomi. Io avevo già i pantaloni abbassati e il pene a
quella vista si era imbizzarrito.
Non so fino a dove avesse
intenzione di spingersi lei, probabilmente solo fin lì. Non c’è niente di male
vedi a guardare la mamma nuda. Anche la mamma è femmina come tutte le altre,
vedi come sono fatta? guardamela, guardamela finchè vuoi.
Odorava di sapone e altro. Le ho
affondato le mani nelle natiche morbide e l’ho attirata contro di me,
immergendo il viso in quel cespuglio umido. L’ho baciata.
Poi non ricordo più nulla.
Credo mi avesse respinto. Io
volevo leccarle la fessura che intravedevo sotto la peluria, in basso. Forse si
è opposta, o forse no. L’unica cosa che ricordo bene sono le grida che ha fatto
quando me la sono messa davanti e mi sono infilato a forza tra le sue cosce.
Poi ha cominciato a gemere.
Tra poco papà sarà a casa. Mi
piace l’idea che possa sorprendermi mentre mi scopo la mamma.
Adesso entra e ci trova qui,
distesi sul tappeto che fottiamo come dannati.
Non lo guardiamo neanche e
continuiamo ad ansimarci addosso. Il mio corpo dentro quello di mamma, le sue
tette nelle mie mani. Poi sotto il suo sguardo sbalordito, mamma grida gemiti di
piacere e ha finalmente un orgasmo. E ce lo grida anche: ”Sto venendo! Alex mi
stai facendo venire! Sta facendo venire sua madre! Aaaaahh ”
E allora io mi fermo, la giro
carponi e me la monto da dietro, come una cagna, e la faccio venire di nuovo.
Quando papà arriva veramente
invece è già tutto finito da un pezzo.
I collant mamma se li è rimessi,
e anche le mutande. Il soggiorno è riassettato e le finestre spalancate. Non si
sente neanche più l’odore pesante dei nostri corpi sudati.
Il tappeto originale persiano
invece non si è salvato. C’è una larga macchia scura al centro, proprio là dove
ho scopato mamma.
E’ strano vederla adesso, con
papà che gira per casa, questa chiazza di sperma colata dalla fregna aperta di
mamma. Adesso mentre mamma non è più nuda e gemente ma vestita da capo a piedi
è tornata ad essere mia madre.
Si era abbracciata le ginocchia, poggiandovi
il viso sopra. Piangeva.
“Che mi hai fatto! Che mi hai
fatto” continuava a ripetere come un disco rotto.
Ero ancora sudato e ansante e il
pene lordo degli umori vaginali di mamma non mi si era ancora ammosciato del
tutto. Mi sono rilassato contro il divano, esausto ma soddisfatto.
“E’ così tanto tempo che ti
volevo mamma” La scrutavo attraverso la coltre di capelli che le ricoprivano
disordinatamente il viso “ma è stato ancora più sensazionale ti quanto osassi
pensare. A te piaciuto?”
“Porco…sei un porco” ha biascicato
asciugandosi le guance.
“Gemevi…non mi sembrava ti
dispiacesse tanto”
E’ arrossita violentemente e ha affondato
ancora di più il viso. Ho raccolto i collant, li ho baciati un’ultima volta e
glieli ho porti “Eppure mi era sembrato che stessi godendo”
“Mi hai stuprata! Mi hai
costretto a farlo con la violenza!”
“Non mi hai risposto: ti ho fatto
venire si o no?”
L’ho vista avvampare ancora più
violentemente. Più eloquente di qualque risposta. Mi ha tirato i vestiti contro
“Rivestiti che tra poco arriva tuo padre”
“Non vuoi dirgli niente?”
Si china e mi prende il viso tra
le mani. Io le guardo le tette rosa che mi oscillano davanti agli occhi.
“Non mi guardare le tette! Guarda
me! Guardami! Giurami che non lo dirai mai a nessuno cosa è successo oggi!”
Tentenno. Ha delle gran belle
tette: “ma tu sei venuta?”
“Giurameloooo ! Giura che nessuno
saprà mai quello che mi hai fatto!”
Le guardo il pube. Dai riccioli
scuri una poltiglia biancastra sta fuoriuscendo e le cola densa tra le gambe.
“Te lo giuro, mamma. Non lo dirò
mai” Continua a guardarmi fisso, come se volesse imprimermi il giuramento
dentro per sempre. Lo sguardo le si addolcisce. Sospira. Si avvicina e sfiora
le mie labbra con le sue:
“Tre volte, amore. Hai fatto venire la mamma tre volte”