All’attacco!
La prima constatazione è questa:
a chi cerca in rete racconti erotici poco interessa del pregio letterario del
racconto. Quello che cerca è essenzialmente eccitazione. Se il racconto si
dilunga troppo in introduzioni e descrizioni varie il lettore nella migliore delle ipotesi salta a piè
pari la prima parte, fino a che non incontra la situazione pruriginosa oppure
più prosaicamente passa al seguente.
Perché uno degli aspetti negativi
è anche questo: la rete offre una serie virtualmente infinita di racconti di
questo tipo con la diretta conseguenza che molto poco di quello che si trova è
all’altezza delle cose migliori. Per il novanta per cento si tratta per lo più
di paccottiglia dozzinale e quindi la ricerca oltre ad essere praticamente
infinita è anche inutilmente dispendiosa. Se non trovo quello che cerco nelle
prime righe casso il racconto e proseguo oltre. Poco importa che magari l’opera
sia letterariamente valida e che l’autore ha fatto una necessaria introduzione
al fine di predisporre l’atmosfera e l’attesa per il momento topico.
La seconda considerazione è : Non
si può fare un buon racconto erotico che non sia letterariamente decente.
Questo assunto vale, sia pure con
le opportune gradazioni, per il lettore intellettuale cinquantenne come per il
camionista con la quinta elementare. Anche quest’ultimo troverà infatti sicuramente
più interessante un racconto ben scritto con atmosfera e suspence che uno
dozzinale scritto dal suo analfabeta compagno di guida. Questo a prescindere
dal linguaggio usato. Posso fare tranquillamente un bellissimo racconto usando
poche parole semplici, vicinissime al parlato popolare quotidiano senza perdere
molto in bellezza complessiva del racconto.
I due punti esposti sono
chiaramente in antitesi. Come posso coniugare la brevità e la sintesi con la
necessaria profondità narrativa?
Il problema va chiarito subito,
non è esclusivo del genere erotico. Tutta la letteratura moderna ne è
coinvolta. Oggi tutto va veloce. Tutto cambia in fretta. Non mi dilungherò su
questo aspetto che richiede un esame sociologico decisamente più lungo ed
esaustivo, ma qui basterà dire che la velocità è essenziale. Velocità di presa
immediata del racconto. Velocità di fruizione anche.
Famolo strano
Le regolette per limitare il
problema sono banali nella loro semplicità:
Entrate subito in tema, quanto
più riuscite. L’ottimo è farlo dalla prima riga. Passerete poi a spiegare le
cose. Toglietevi subito dalla testa le pedanti descrizioni iniziali dei
personaggi dell’ambiente ecc. No. Fateli scopare subito, le descrizioni
lasciatele all’evolversi del racconto. Questo metodo instilla anche la
necessaria curiosità del lettore. Il genere giallo in tal senso docet. Piazzate
subito all’inizio una situazione grottesca, paradossale. Al lettore verrà
istintivo voler sapere cosa diavolo sta
succedendo o meglio come è successo. Avrete tempo di spiegarlo un po’ alla
volta quando la vicenda si muoverà.
Un esempio semplice semplice
potrebbe essere questo:
“Eccolo lì, con il cazzo
penzoloni, ancora sporco di fregna…”
E’ volutamente violento. Non ho
usato “pene” e “vagina” e l’ho fatto proprio per dare una sensazione “forte”
già in partenza.
Oppure sentite questo:
“Vanni sta sodomizzando il
travestito. C’è un gran casino e capisco poco di quello che succede. Gente che
si agita e ansima nella penobra. Poco più in là riconosco le tettone di mia
moglie in bocca a due ragazzi poco più che ventenni…”
Avrete così ottenuto un doppio
risultato. E’ chiaro infatti che non solo che è la scena di un’ammucchiata, ma
anche che è di genere cuckold e altro.
Questo è importante perché per
rendere perfetta la regoletta, manca un ultimo dettaglio: Il genere. Lesbo,
fetish, bondage, sarebbe meglio chiarirlo subito. Il racconto erotico ha tante
sfaccettature quanti sonoi gusti particolari dei suoi lettori che spesso
cercano un racconto espressamente di genere, non fate incappare un lettore
etero in un racconto omo e viceversa.
Potete farlo anche con nota
introduttiva o con classificazione per link. Questo vi è concesso.
Va da sé che quando avrete una
nutrita schiera di appassionati lettori questi sapranno benissimo che tipo di
autore siete e vi seguiranno anche al limitare dei loro gusti e perfino fuori,
ma per il momento dichiaratelo subito.
Vedere o Toccare.?
Altro punto nodale. Forse il più
importante di tutti e pertanto il più dibattuto: Erotismo o pornografia?
Il primo termine non ha bisogno
di spiegazioni, vale per ogni campo:letterario, cinematografico ecc. Per il
secondo occorre specificare. Lo dice la composizione stessa della parola
“grafia” è evidentemente un’immagine visuale che poco ha a che fare con lo
scritto. La si usa tuttavia impropriamente anche in letteratura, per indicare
un racconto che punta più sulla descrizione minuziosa dell’atto s. che su
altro. Vi possiamo cogliere tuttavia una prima contraddizione, nei termini
stessi:
Se leggo non vedo la cosa: la immagino.
E’ totalmente diverso. A tal
proposito meno indizi si danno meglio è. Molti dei racconti pedestri che ho
citato in inizio fanno proprio questo: “Gianna era un bella donna. Aveva i
capelli biondi portati a caschetto. Di misure faceva 90-60-90 ed era alta 1
metro e settanta”
E’ un orrore. Il personaggio si
deve descrivere da sé, parlando, muovendosi. In tre parole il lettore lo deve immaginare.
E’ questo il potere della
scrittura. Potere che nel campo dell’Erotismo è ancora più dirompente, perché l’Erotismo si
nutre di immaginazioni.
Erotismo o Pornografia. Per
alcuni non v’è differenza. L’eccitazione passa per la visione esplicita
dell’accaduto: Per me è come sopra: quando leggo non vedo, immagino.
Qualcuno ha tentato di avvicinare
i due mondi, associando al racconto delle immagini esplicite. Operazione
apprezzabile per il coraggioso tentativo di innovazione ma senza alcun senso, a
mio avviso. I motivi sono sempre i medesimi. Se voglio “vedere” mi guardo un
film, se voglio leggere devo fare uno sforzo in più ed immaginare. Non dico che sia meglio o peggio: Sono due cose
diverse, che legano poco tra loro, perché in antitesi
Similitudini e allegorie:
Qualcuno ha detto che l’Erotismo è aristocratico e la Pornografia è plebea.
Aforisma felicissimo non privo di
una sua verità. La traduzione è questa: La pornografia la vedo, è facile ed è
alla portata di tutti, posso anche essere analfabeta e goderne ugualmente.
Diversamente l’Erotismo richiede un minimo di fantasia ed inventiva perché è
pura astrazione. Ha una presa molto meno rapida dovuta al fatto stesso che è
etereo, immateriale; non lo si vede: lo si sente.
Leggere poi è diverso dal vedere: richiede
concentrazione e un minimo di acculturamento e sensibilità. Leggere è erotico
di per sé.
Personalmente preferisco metterla
in questi termini: La differenza è la stessa che passa tra vedere una corpo di
donna completamente nudo ed una maitresse in reggicalze e guepiere (o
stivaloni, secondo i gusti).
Voi chi vi eccita di più?
Io poi che vado pazzo per i
collant! figurarsi!
Il vedere e non vedere aumenta il
mistero, l’attesa e quindi la tensione per lo svelamento di esso. Se lo vedo
già bello dichiarato, ecco quella è pornografia.
Piccolo è meglio!
L’ultima regola, ricollegabile
direttamente al concetto di velocità di cui prima, è:
Fatelo corto.
Anche se l’attacco è efficace,
anche se siete autore noto e seguito, la lunghezza spaventa in modo micidiale.
Scapperanno a gambe levate appena si accorgeranno che supera le cinquanta
righe. Assicurato.
Potete però barare. Se proprio c’è
l’avete lungo e non c’è verso di accorciarlo, tagliatelo a puntate.
Alcuni sostengono che non è
onesto, ma vaffanculo all’onestà se mi fa scappare i lettori. Se la prima
puntata è stata efficace torneranno eccome, per vedere come va a finire.
Tralasciando l’insoluto dibattito
tra i cultori dell’eros e i pornografi puri l’acronimo di compendio è: IBI
Immediato ; Breve ; Intenso.
O se preferite, VELOCE.

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