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venerdì 21 settembre 2012

Esegesi del racconto erotico

Non è un racconto. Come recita il titolo vorrebbe essere un saggio sulla nobile arte dello scrivere in rete. Ovviamente sono tutte mie considerazioni personali. Partiamo dall'inizio:



All’attacco!

La prima constatazione è questa: a chi cerca in rete racconti erotici poco interessa del pregio letterario del racconto. Quello che cerca è essenzialmente eccitazione. Se il racconto si dilunga troppo in introduzioni e descrizioni varie il  lettore nella migliore delle ipotesi salta a piè pari la prima parte, fino a che non incontra la situazione pruriginosa oppure più prosaicamente passa al seguente.
Perché uno degli aspetti negativi è anche questo: la rete offre una serie virtualmente infinita di racconti di questo tipo con la diretta conseguenza che molto poco di quello che si trova è all’altezza delle cose migliori. Per il novanta per cento si tratta per lo più di paccottiglia dozzinale e quindi la ricerca oltre ad essere praticamente infinita è anche inutilmente dispendiosa. Se non trovo quello che cerco nelle prime righe casso il racconto e proseguo oltre. Poco importa che magari l’opera sia letterariamente valida e che l’autore ha fatto una necessaria introduzione al fine di predisporre l’atmosfera e l’attesa per il momento topico.

La seconda considerazione è : Non si può fare un buon racconto erotico che non sia letterariamente decente.
Questo assunto vale, sia pure con le opportune gradazioni, per il lettore intellettuale cinquantenne come per il camionista con la quinta elementare. Anche quest’ultimo troverà infatti sicuramente più interessante un racconto ben scritto con atmosfera e suspence che uno dozzinale scritto dal suo analfabeta compagno di guida. Questo a prescindere dal linguaggio usato. Posso fare tranquillamente un bellissimo racconto usando poche parole semplici, vicinissime al parlato popolare quotidiano senza perdere molto in bellezza complessiva del racconto.

I due punti esposti sono chiaramente in antitesi. Come posso coniugare la brevità e la sintesi con la necessaria profondità narrativa?
Il problema va chiarito subito, non è esclusivo del genere erotico. Tutta la letteratura moderna ne è coinvolta. Oggi tutto va veloce. Tutto cambia in fretta. Non mi dilungherò su questo aspetto che richiede un esame sociologico decisamente più lungo ed esaustivo, ma qui basterà dire che la velocità è essenziale. Velocità di presa immediata del racconto. Velocità di fruizione anche.


Famolo strano
Le regolette per limitare il problema sono banali nella loro semplicità:
Entrate subito in tema, quanto più riuscite. L’ottimo è farlo dalla prima riga. Passerete poi a spiegare le cose. Toglietevi subito dalla testa le pedanti descrizioni iniziali dei personaggi dell’ambiente ecc. No. Fateli scopare subito, le descrizioni lasciatele all’evolversi del racconto. Questo metodo instilla anche la necessaria curiosità del lettore. Il genere giallo in tal senso docet. Piazzate subito all’inizio una situazione grottesca, paradossale. Al lettore verrà istintivo voler  sapere cosa diavolo sta succedendo o meglio come è successo. Avrete tempo di spiegarlo un po’ alla volta quando la vicenda si muoverà.
Un esempio semplice semplice potrebbe essere questo:
“Eccolo lì, con il cazzo penzoloni, ancora sporco di fregna…”
E’ volutamente violento. Non ho usato “pene” e “vagina” e l’ho fatto proprio per dare una sensazione “forte” già in partenza.
Oppure sentite questo:
“Vanni sta sodomizzando il travestito. C’è un gran casino e capisco poco di quello che succede. Gente che si agita e ansima nella penobra. Poco più in là riconosco le tettone di mia moglie in bocca a due ragazzi poco più che ventenni…”
Avrete così ottenuto un doppio risultato. E’ chiaro infatti che non solo che è la scena di un’ammucchiata, ma anche che è di genere cuckold e altro.
Questo è importante perché per rendere perfetta la regoletta, manca un ultimo dettaglio: Il genere. Lesbo, fetish, bondage, sarebbe meglio chiarirlo subito. Il racconto erotico ha tante sfaccettature quanti sonoi gusti particolari dei suoi lettori che spesso cercano un racconto espressamente di genere, non fate incappare un lettore etero in un racconto omo e viceversa.
Potete farlo anche con nota introduttiva o con classificazione per link. Questo vi è concesso.
Va da sé che quando avrete una nutrita schiera di appassionati lettori questi sapranno benissimo che tipo di autore siete e vi seguiranno anche al limitare dei loro gusti e perfino fuori, ma per il momento dichiaratelo subito.


Vedere o Toccare.?
Altro punto nodale. Forse il più importante di tutti e pertanto il più dibattuto: Erotismo o pornografia?
Il primo termine non ha bisogno di spiegazioni, vale per ogni campo:letterario, cinematografico ecc. Per il secondo occorre specificare. Lo dice la composizione stessa della parola “grafia” è evidentemente un’immagine visuale che poco ha a che fare con lo scritto. La si usa tuttavia impropriamente anche in letteratura, per indicare un racconto che punta più sulla descrizione minuziosa dell’atto s. che su altro. Vi possiamo cogliere tuttavia una prima contraddizione, nei termini stessi:
Se leggo non vedo la cosa: la immagino.
E’ totalmente diverso. A tal proposito meno indizi si danno meglio è. Molti dei racconti pedestri che ho citato in inizio fanno proprio questo: “Gianna era un bella donna. Aveva i capelli biondi portati a caschetto. Di misure faceva 90-60-90 ed era alta 1 metro e settanta”
E’ un orrore. Il personaggio si deve descrivere da sé, parlando, muovendosi. In tre parole il lettore lo deve immaginare.
E’ questo il potere della scrittura. Potere che nel campo dell’Erotismo è ancora più dirompente, perché l’Erotismo si nutre di immaginazioni.
Erotismo o Pornografia. Per alcuni non v’è differenza. L’eccitazione passa per la visione esplicita dell’accaduto: Per me è come sopra: quando leggo non vedo, immagino.
Qualcuno ha tentato di avvicinare i due mondi, associando al racconto delle immagini esplicite. Operazione apprezzabile per il coraggioso tentativo di innovazione ma senza alcun senso, a mio avviso. I motivi sono sempre i medesimi. Se voglio “vedere” mi guardo un film, se voglio leggere devo fare uno sforzo in più ed immaginare. Non dico che sia meglio o peggio: Sono due cose diverse, che legano poco tra loro, perché in antitesi
Similitudini e allegorie: Qualcuno ha detto che l’Erotismo è aristocratico e la Pornografia è plebea.
Aforisma felicissimo non privo di una sua verità. La traduzione è questa: La pornografia la vedo, è facile ed è alla portata di tutti, posso anche essere analfabeta e goderne ugualmente. Diversamente l’Erotismo richiede un minimo di fantasia ed inventiva perché è pura astrazione. Ha una presa molto meno rapida dovuta al fatto stesso che è etereo, immateriale; non lo si vede: lo si sente.
Leggere poi è diverso dal vedere: richiede concentrazione e un minimo di acculturamento e sensibilità. Leggere è erotico di per sé.
Personalmente preferisco metterla in questi termini: La differenza è la stessa che passa tra vedere una corpo di donna completamente nudo ed una maitresse in reggicalze e guepiere (o stivaloni, secondo i gusti).
Voi chi vi eccita di più?
Io poi che vado pazzo per i collant! figurarsi!
Il vedere e non vedere aumenta il mistero, l’attesa e quindi la tensione per lo svelamento di esso. Se lo vedo già bello dichiarato, ecco quella è pornografia.


Piccolo è meglio!
L’ultima regola, ricollegabile direttamente al concetto di velocità di cui prima, è:
Fatelo corto.
Anche se l’attacco è efficace, anche se siete autore noto e seguito, la lunghezza spaventa in modo micidiale. Scapperanno a gambe levate appena si accorgeranno che supera le cinquanta righe. Assicurato.
Potete però barare. Se proprio c’è l’avete lungo e non c’è verso di accorciarlo, tagliatelo a puntate.
Alcuni sostengono che non è onesto, ma vaffanculo all’onestà se mi fa scappare i lettori. Se la prima puntata è stata efficace torneranno eccome, per vedere come va a finire.

Tralasciando l’insoluto dibattito tra i cultori dell’eros e i pornografi puri l’acronimo di compendio è: IBI
Immediato ; Breve ; Intenso.
O se preferite, VELOCE.

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